Torre (o Torretta) di Quezzi domina le alture della val Bisagno in una posizione militarmente strategica.

Infatti fu costruita dal Genio Sardo tra il 1818 e il 1825 per sopperire alla mancanza di una adeguata difesa del vicino Forte Quezzi situato poco distanze, lungo il crinale nord del monte, da eventuali assalti di truppe nemiche.

Si trova sulle alture di Quezzi, nell’immediato entroterra genovese, a 318 metri slm, di forma circolare in laterizio pieno, alta 17 metri con un diametro di 15, disposta su tre piani.

L’ingresso era originariamente protetto da un fossato a semicerchio, e da un ponte levatoio di cui oggi non rimangono tracce, ma che presenta ancora una muratura controscarpa davanti all’ingresso usata come appoggio per il ponte quando era abbassato.

Dopo quasi 100 anni, all’inizio del 1900, l’opera fu dismessa dalle autorità militari e, per qualche anno, ospitò un ristorante fino all’immediato secondo dopoguerra quando venne abbandonata definitivamente. La rimozione di parti metalliche che davano sostegno alla struttura causarono il crollo interno dei tre piani.

Oggi Torre Quezzi è lasciata al suo destino preda del vandalismo e ricettacolo di rifiuti di ogni genere.

La struttura, tutto sommato, è ancora in buone condizioni esterne e conserva il suo fascino antico.

Meriterebbe di essere ristrutturata così come rivalutare l’area circostante: l’intero sito è considerato di interesse comunitario dall’ Unione europea essendo uno dei pochi habitat che ospita il raro “tarantolino” o “geco tirrenico”.

Al suo interno poteva ospitare un armamento composto da due cannoni da 8 pollici, due obici lunghi e due cannoncini, mentre il personale militare poteva variare da 20 a 50 unità.