Domenica in una gara di ciclocross tra ragazzi nel Vercellese

Il giudice decide che il compagno deve correre da solo perché è autistico, così il resto della squadra incrocia le braccia: “Se non può correre con noi, noi non partiamo”. È quanto accaduto nella gara di ciclocross di Serravalle Sesia nel Vercellese, e i protagonisti sono i ragazzi della squadra Flower Bike di Villareggia.

Tutto è successo prima della gara di domenica scorsa. La giuria ha comunicato che, dopo aver approfondito il regolamento, Andrea, 16enne di Viverone – in squadra dal 2010 ma che gareggia da 3 anni – sarebbe dovuto partire staccato rispetto agli altri perché autistico. Dal team avevano proposto di farlo partire in coda e accompagnato, come è successo negli anni, ma la disciplina questa volta era diversa (non country cross ma ciclocross), così la giuria all’inizio ha proposto di farlo partire un minuto prima, poi 30 secondi. A quel punto i compagni di squadra non hanno avuto dubbi: “Se non parte con noi, ce ne andiamo tutti”. Anche gli altri team hanno chiesto “di farlo partire come sempre, insieme agli altri, perché lui sa correre esattamente come i suoi coetanei – spiegano dal team -. Niente, proprio non si può fare, perché lui è diverso”.

Ed è per questo che la squadra ha deciso di abbandonare la gara e di andare a festeggiare: “È stata una vittoria perché avere il coraggio di “metterci la faccia” a 13-17 anni va considerata come una vittoria morale, un successo nella propria esperienza di vita”. Con la piena soddisfazione degli educatori che però annunciano di continuare nella missione con l’hashtag #iocorroconandrea: “Ci muoveremo nelle sedi opportune per far correre Andrea, ma è bene che anche chi ci segue lo sappia, perché ora siamo stufi di combattere in silenzio e con discrezione; lo facciamo da ormai troppo tempo…e non è servito”, spiega il direttore sportivo della società Christian Peterlin. Andrea è munito di tessera speciale “Intellettual disability”, che permette, a seguito di un accordo tra la federazione che si occupa di sport paralimpici e quella ciclistica, di partecipare alle gare ma non è chiaro come. Finora è stato accompagnato in ogni gara, come richiesto dalla giuria (tranne alla gara di mountain bike di 48 chilometri che aveva un regolamento diverso) ma «ora Andrea non lo tollera più. È in grado di gareggiare da solo e non capisce perché non può farlo. E questo a causa di un regolamento esistente ma non chiaro. Per questo Ieri sera – aggiunge Peterlin – ho sentito la vicepresidente della federazione ciclistica, le ho spiegato che nonostante le modifiche il regolamento è confuso e non spiega come fare. Mi ha assicurato che se ne interesserà e aspetteremo, preparandoci a sollecitare periodicamente. Anche perché il problema è a livello nazionale e per noi si riproporrà già nella gara di domenica: se questa volta non lo faranno partire con gli altri, Andrea però resterà a casa. È stufo di essere trattato così».

Commento :

A.S.D. GENOVA MTB Sant’Eusebio

” GRANDE GESTO….RAGAZZI AVETE VINTO TUTTI ”

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