Il racconto dell’alpinista Giovanni Giustetto in una rubrica sul sito del Parco: il telaio, segnato dal tempo, si trova a quota 3.500 metri, lungo la Via Est che sale alla vetta del ‘Re di Pietra’.

Un telaio di una bicicletta arrugginito, segnato dal tempo, abbandonato in un luogo quantomeno insolito: a 3.500 metri di quota, lungo la Via Est che dal Pian del Re sale verso il Monviso. A raccontare questa curiosa storia è stato l’alpinista Giovanni Giustetto, nella rubrica “#emozioni, il Parco si racconta”, pubblicata sul sito internet del Parco del Monviso. Classe 1980, socio del CAI di Cavour, Giustetto ha fatto questo singolare rinvenimento durante la salita al Re di Pietra effettuata lo scorso 8 agosto.

Secondo quanto ricostruito dallo stesso alpinista, risulta che negli anni ‘50 un gruppo di giovani, proveniente dalla pianura saluzzese, risalì la valle Po con questa bicicletta fino al Pian del Re. Poi – forse per una scommessa o semplicemente per sfida – a spalle la portarono fino alla vetta del Monviso. Seguirono la Via Normale per la cima e poi la abbandonarono lì, a 3.841 metri, nel punto più alto della provincia di Cuneo.

Non è noto per quanto tempo rimase lassù. Un giorno qualcuno – evidentemente infastidito da questo inutile trofeo che deturpava la vetta del Viso – la prese e la buttò giù per la Parete Est, forse sperando di farla scomparire, nascosta da qualche pietra che col tempo sarebbe caduta e che pietosamente avrebbe dovuto coprirla. Invece il telaio, consumato dal tempo e dalle intemperie, si trova lì tutt’ora.

Il Parco del Monviso, come detto, ha pubblicato questo racconto sul proprio sito, chiedendo di contribuire a chiunque avesse ulteriori informazioni scrivendo all’indirizzo didattica@parcomonviso.eu.