Ad ovest della profonda sella dove si trova il paese di Bàvari, le ultime propaggini della Catena Costiera si spingono verso il centro di Genova, disponendosi a ferro di cavallo intorno alla valletta del Rio Ferreggiano, affluente del Torrente Bisagno. Il punto culminante di questa piccola porzione di catena è il Monte dei Ratti (571 m), che si presenta come un allungato costone di erba e boschi, ben visibile da gran parte della città di Genova e ben riconoscibile per l’omonimo forte posto sulla sommità.
«L’aspetto definitivo di questa fortificazione venne raggiunto tra il 1830 ed il 1840, per opera del Corpo del Genio del Regno di Sardegna. Più che un forte, la continua successione dei vani e delle camerate ne fa piuttosto una grossa caserma. Tra i forti genovesi, il Forte di monte Ratti detiene il primato di eterogeneità degli ospiti: i primi furono i soldati dell’esercito papalino, poi vennero gli Austriaci della prima guerra mondiale; spediti a casa questi, venne il turno di una compagnia di disciplina del Regio Esercito. Infatti, tra la rovina che impera, passato l’ingresso, addentrandoci nei locali alla nostra sinistra, troveremo una serie di vani, in cui, impresse alle pareti, potremo ancora leggere frasi tipo: “beato chi punendo consola”, a ricordarci l’utilizzo carcerario di molti dei forti genovesi» (Itinerario naturalistico Serino-Forte Ratti, pagg. 42-43). Il nome del forte e del monte su cui si trova deriva dalla famiglia dei Ratti, antichissima famiglia proprietaria di terreni in questa zona.
Sui crinali secondari del Monte dei Ratti si trovano numerose altre fortificazioni, approntate tra Settecento e Ottocento. Esse formano il sistema difensivo orientale della città di Genova, di dimensioni leggermente minori rispetto all’analogo complesso di forti che si trova sullo spartiacque tra Polcévera e Bisagno. A differenza delle fortificazioni poste tra Polcevera e Bisagno, che sono state valorizzate e anche in parte ristrutturate, questi forti sono oggi vittima di uno stato di totale abbandono. La natura non è sempre intatta: si trovano ripetitori, tracce di incendi, stradine, una gigantesca cava sul crinale sud del Monte dei Ratti, alcune discariche abusive e segni di degrado; il progetto di elevare questi crinali a Parco Urbano pare non sia andato in porto, e la situazione appare abbastanza precaria. Nonostante tutto, il crinale del Monte dei Ratti offre la possibilità di comode passeggiate panoramiche, adattissime alla stagione invernale.
Per le informazioni sulle altre fortificazioni della zona, vedi le singole escursioni.